martedì 9 dicembre 2014

Fai bei sogni


Massimo Gramellini mi ha stupita positivamente, non avevo mai letto suoi romanzi. Libro che consiglio sicuramente: bello, ricco di spunti per pensare, si legge benissimo, molto interessante scoprire il punto di vista di un bambino e riflettere su come i pensieri e le esperienze dei più piccoli segnino gli adulti che diventeranno. 
"Fai bei sogni" è, infatti, la storia di un bambino - e poi di un adulto, l'autore stesso - che ha perso la madre. Le difficoltà affrontate, il senso di vuoto e di spaesamento, la realtà negata e il rifiuto, la difficoltà ad amare e la perdita di se stessi sono raccontate in prima persona, in una lotta incessante contro la solitudine, l'inadeguatezza e il senso di abbandono. Ma il romanzo diventa con lo scorrere delle pagine un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla; solo immergendosi nella sofferenza è possibile superarla ed andare oltre i propri limiti per riuscire, finalmente, a vivere. 
La particolarità del libro è il colpo di scena finale, quando si capisce che il romanzo è una storia autobiografica. La rivelazione conferisce all'opera la sua pienezza e le permette di esprimere tutte le sfumature dei sentimenti che fino ad allora erano indizi e rumori di sottofondo. Commovente e non banale. Consigliato.

Voto: **** su 5

giovedì 27 novembre 2014

Kafka sulla spiaggia


La trama è un po' troppo fantasiosa: d'accordo che la lettura è un momento di svago e di evasione, ma così è troppo. Finito il libro mi è rimasta una strana sensazione, non mi ha proprio entusiasmato - nonostante un inizio frizzante - e non so come poterlo giudicare. 
Un ragazzo di quindici anni scappa di casa per sfuggire ad una maledizione edipica lanciatagli dal padre, uno scultore geniale ma satanico e fissato con i gatti. Nakata, invece, è un vecchio che non sa né leggere né scrivere, ma sa parlare con i gatti, il quale scappa dalla scena di un delitto macabro e sconvolgente. Le strade (letteralmente) di Nakata e di Tamura Kafka sono destinate ad incrociarsi, assieme e quelle di altri personaggi minori, un po' sconclusionati; entrambi fuggono dai numerosi ostacoli che il destino ha in serbo per loro prima di poter realizzare il proprio desiderio.
E', senza ombra di dubbio, un romanzo scorrevole, a tratti intrigante, ma si arriva alla fine con un'unica domanda: "e quindi?". E quindi mai fidarsi dei consigli di lettura degli ex, non è detto che ti conoscano bene e che sappiano i tuoi gusti.

Voto: ** su 5

sabato 15 novembre 2014

Ritorno a casa



Ho trovato questo libriccino nella mia libreria: strano, non l'avevo letto. Non dico che forse sarebbe stato meglio mantenere quella situazione, ma la mia opinione cambia di poco. 
Heartland è un luogo unico al mondo, sulle colline della Virginia. Qui la piccola Amy si è trasferita con la madre dopo il grave incidente a cavallo del padre ed hanno iniziato a lavorare tutti i giorni con cavalli feriti, spaventati, abbandonati o in qualche modo traumatizzati, insegnando loro come poter riacquistare fiducia negli uomini. Quando muore anche la madre, Amy si trova a dover affrontare da sola la difficile situazione della fattoria e scopre così di possedere la capacità di ascoltare i cavalli e di rispondere ai loro bisogni.
Nel complesso è una lettura semplice e diretta, la scrittura è scorrevole. Consigliato dai 10 anni in poi.

Voto: * su 5




venerdì 7 novembre 2014

La bastarda di Istanbul


La bastarda di Istanbul è una ventenne intelligente e ribelle, cresciuta in una famiglia di sole donne, con una madre (che chiama zia) molto simile a lei, una gran quantità di zie, una nonna e una bisnonna che non potrebbero essere più diverse tra loro: la mistica zia Banu, chiaroveggente al servizio di Allah; l'ordinata zia Cevriye, insegnante di storia nazionale; la stramba zia Feride (dalla personalità borderline, che cambia colore e acconciatura a seconda dell'umore e la trasgressiva zia Zeliha, custode di un drammatico e violento segreto di famiglia. C'è nonna Gelsum che rimpiange continuamente la presenza dell'unico figlio maschio - emigrato negli Stati Uniti per sfuggire alla morte precoce che colpisce gli uomini Kazanci - e nonna Petit-Ma, la donna che vive in un altro mondo, quello dell'Alzheimer. C'è anche Amy o Armanoush, figlia adottiva di quell'unico figlio maschio Kanzaci, una ragazza armeno-americana che ricerca le proprie origini proprio dove tutto ebbe inizio, a Istanbul. Molte donne e pochissimi uomini, ma soprattutto nessun padre per Asya. 
Il romanzo nel complesso è gradevole, i personaggi sono ben delineati e i fili invisibili che tengono unite le due famiglie (i Kazanci e i Tchakmakhchian) sono molto intriganti e coinvolgenti. Il titolo cela un segreto che verrà svelato solo alla fine, con un epilogo duro, quasi spietato, ma pur sempre con una sua logica. 
Storia interessante soprattutto nella contrapposizione turco/armena, nella differente visione della storia e degli eventi, troppo ricordati dagli uni e velocemente dimenticati dagli altri. 
Il libro è scritto chiaramente con un occhio al pubblico occidentale, ma non è una cartolina di Istanbul. E', piuttosto, un'onesta introduzione alla cultura di un grande Paese e che, coraggiosamente, cerca di affrontare uno dei nodi centrali della questione turca: il silenzio che circonda lo sterminio degli armeni. 

Voto: *** su 5


giovedì 30 ottobre 2014

La vita in tempo di pace


Ivo Brandani è un uomo, una persona comune, senza grandi doti particolari, senza un intelletto fuori dal comune, che vive una vita tranquilla fatta da normalissimi alti e bassi, giorni positivi ed esperienze negative, rimpianti (forse) e qualche rimorso ma, essenzialmente, una vita ordinaria: una vita vissuta in tempo di pace. Inizia a parlare in prima persona il 29 maggio 2015, a sessantanove anni, disilluso, arrabbiato e morbosamente attaccato alla sua vita. Lavora ad un progetto segreto e sconcertante per una multinazionale, è un classico "trasfertista", e sta rientrando da un accaldato ed estenuante viaggio in Egitto. Nella sala d'aspetto, in attesa del suo volo, inizia a riflettere e a ripercorrere a ritroso tutta la sua vita: la decadenza degli anni Duemila, i soprusi e le ipocrisie di un Paese travolto dalla burocrazia e dal servilismo, le lotte studentesche degli anni Sessanta, la scoperta dell'amore e del sesso attraverso uno sguardo cinico e piuttosto critico. 
Mi sento di definirlo come un'anatomia di una generazione che ha creduto fino in fondo nella politica e lottato per le proprie convinzioni, per poi ritrovarsi - dopo i sessant'anni - con tutti gli ideali (e, purtroppo, non sono quelli) distrutti. 
E' un libro che getta uno sguardo illuminante su tutti noi e sulla nostra storia recente, un testo complesso e complicato, amaro e forte allo stesso tempo. Un romanzo che a tratti assume le sembianze di saggio storico/filosofico/sociologico e a tratti risulta essere invece esilarante, doloroso e - soprattutto - rabbioso. 
Finita la lettura, l'ho riletto una seconda volta, subito.

Voto: **** su 5.

venerdì 17 ottobre 2014

Inferno


Fin dall'inizio si è al centro dell'azione, situazione questa che rimane fino all'ultima pagina. Come da tradizione per Dan Brown, il finale non arriva proprio alla fine ma almeno una decina di pagine prima. L'aspetto che mi ha (forse più) deluso è, infatti, proprio la conclusione: la storia termina in modo piuttosto ovvio, che non lascia spazio a chissà quali altri dubbi o sconvolgimenti dell'ultimo minuto. Peccato.
Robert Langdon si sveglia in un letto di ospedale, non sa dove si trova, non sa cosa gli è successo e nemmeno da quanto tempo si trova lì. Ancora sedato assiste alla morte di uno dei due medici che lo stavano assistendo mentre la dottoressa, una giovane ragazza bionda, lo aiuta a scappare. Nella mente ha solo immagini mostruose ma nessun ricordo delle ultime giornate. Scopre di trovarsi a Firenze e trova nella tasca interna della sua classica giacca di tweed un oggetto misterioso che rimanda all"Inferno" di Dante Alighieri. Sa che qualcuno - o più di qualcuno - vuole ucciderlo, ma non ne conosce il motivo. Cos'è successo? Nel cercare di ricostruire gli ultimi giorni, scopre di essere accusato di furto e che l'umanità stessa sembra essere davanti ad una precisa data, segnata su un calendario, come un punto di non ritorno.
Dan Brown si conferma un buon intrattenitore, dalla penna semplice ed efficace, anche se - dal mio punto di vista - eccessivamente descrittiva a discapito, invece, della trama. Gli Italiani - e l'Italia stessa - non ci fanno proprio una splendida figura: inetti, caotici, lasciano tutto al caso e che a risolvere un problema sia sempre qualcun'altro, ma soprattutto non si curano dei propri beni (cosa, peraltro fin troppo dolorosamente veritiera). Tuttavia, forse perché saturo di aspettative, ma rivedere Langdon nei panni di uno sbiadito 007 delude un po'. 

Voto: *** su 5

sabato 11 ottobre 2014

Piccoli limoni gialli


Wow. Finalmente. Un libro ben scritto, coinvolgente ed emozionante, atmosfere piacevoli e suggestive ma con la vita reale, dura e cruda, a fare da protagonista. Cercavo qualcosa di semplice da leggere, poetico ma allo stesso tempo concreto, e l'ho trovato in "Piccoli limoni gialli, della scrittrice svedere Ingemarsson Kajsa. Certo, non è quello che mi sarei aspettata da un best seller, ma è comunque una buona lettura, un romanzo nel complesso orchestrato bene (ma non un capolavoro di narrativa contemporanea).
Agnes, cameriera in un ristorante di lusso a Stoccolma, subisce un'aggressione sessuale da parte del suo datore di lavoro e, dopo averlo respinto, viene licenziata. Tornata a casa vorrebbe solo essere abbracciata e consolata dal suo fidanzato Tobias, un musicista rock ma, invece, viene brutalmente lasciata al telefono. Sembra andarle tutto nel peggiore dei modi possibili, nulla gira nel verso giusto: non riesce a trovare lavoro (il suo ex capo le ha fatto terra bruciata nel settore della ristorazione), il prepensionamento dei genitori, un lutto in famiglia e la migliore amica alcolizzata ma Agnes non vuole darsi per vinta. Superato l'iniziale sconforto cerca di riprendere in mano la propria vita e di lanciarsi in una nuova sfida accettando la proposta di lavoro di un amico: aprire insieme un piccolo ristorante che lasci nel freddo svedese i profumi e i colori del Mediterraneo.
Il libro mi è piaciuto, si legge con facilità e l'ambientazione in un paese nordico è molto suggestiva. Elaborato il contenuto e carina la trama, ma il finale risulta scritto troppo velocemente, lasciando aperte e non risolte molte situazioni raccontate, invece, molto bene precedentemente.

Voto: *** 1/2 su 5

mercoledì 1 ottobre 2014

Noi siamo infinito


Bel libro, leggero quanto basta ma senza mai essere superficiale o banale. Un romanzo "generazionale" ma che è arrivato almeno vent'anni dopo. C'è tutto quello che un adolescente vive (o poteva vivere negli anni Novanta). I Nirvana, il liceo, le droghe leggere, la patente, il Rocky Horror Picture Show, M*A*S*H e anche Morrisey, l'ombelico più sexy del rock, e tutto - rigorosamente - su cassetta. 
Il protagonista è Charlie, il classico ragazzo imbranato e un po' "sfigato", che scrive ad un ipotetico amico il suo primo anno di scuole superiori. Odia la nuova scuola, il suo migliore amico si è tolto la vita il mese precedente ed ora non ha più nessuna compagnia almeno finché non entrano in gioco Sam e Patrick, due fratellastri, che frequentano l'ultimo anno. Comincia così un viaggio che porterà il problematico Charlie alla scoperta di tutto ciò che, da timido sedicenne, non conosce: alcol, sesso, droga e locali. Ma Charlie non è solo questo: è un ragazzo molto sensibile, che scoppia a piangere più del dovuto, che legge molto e che, un giorno, vorrebbe diventare scrittore. Mette chiunque prima di se stesso, è disposto a stare con una ragazza anche se non le piace veramente, si lascia baciare da Patrick per non respingerlo e per cercare di far sentire meglio il suo migliore amico, perché "Accettiamo l'amore che pensiamo di meritare". Vorrebbe cancellare il disagio che prova e dare un senso alla sua vita come tutti i ragazzi della sua età - e non solo quelli - ma non sa da dove iniziare. Con l'aiuto degli amici, della musica e di tutti i libri letti, alla fine, riuscirà a scoprire il segreto che ha custodito a lungo nella propria mente e che lo ha reso una persona così difficile e fragile.
"Noi siamo infinito" è una specie di "Il giovane Holden", ma con qualcosa di diverso, qualcosa in più. Una scrittura semplice ma perfetta, non troppo complessa ma capace di rendere la storia avvincente. Come direbbe il giovane Holden, alla fine vorresti telefonare a Charlie e chiedergli di essere tuo amico.

Voto: *** 1/2 su 5

sabato 27 settembre 2014

Fallen, Torment, Passion, Rapture


Devo ammetterlo: mi sono lasciata convincere a leggere "Fallen" di Lauren Kate e sono costretta ad ammettere che, sebbene la storia non sia una completa novità - l'amore tra due creature di nature diverse, umani e vampiri, angeli e umani, umani e lupi - appassiona e coinvolge il lettore al punto che, iniziato e finito (nel giro di due giorni) il primo romanzo della saga, ho letto anche gli altri giusto per vedere "come andava a finire". Una recensione di un singolo libro non avrebbe, a mio avviso, molto senso in quanto l'amore tra Lucinda e Daniel è il tema fondamentale e prevalente della saga e anche perché, ogni volume termina proprio sul "più bello" della storia, costringendo a prendere il mano ed iniziare subito la lettura del volume successivo (commercialmente parlando, si tratta ovviamente di un'ottima scelta).
Lucinda si trova in riformatorio a seguito di uno spiacevole e alquanto misterioso incidente che ha portato alla morte del ragazzo con cui stava uscendo. Qui incontra quasi subito un altro ragazzo che a prima vista la affascina e la attrae, inoltre sente di averlo già conosciuto anche se non sa spiegarsi nemmeno lei né quando né dove. Il riformatorio è frequentato anche da un altro ragazzo che, a differenza di Daniel, non cerca assolutamente di evitarla ma anzi, cerca in ogni modo di stare da solo con Luce. E' attratta da entrambi e, sostanzialmente, non sa decidersi e non saprà decidersi più o meno per tutti e quattro i libri. Tuttavia, ammaliata com'è dal fascino misterioso di Daniel, inizia ricercare informazioni sul suo conto anche grazie al prezioso aiuto di Penny, una ragazza che frequenta la stessa scuola. Scoprono così che Daniel è immortale: lui è un angelo. Da qui inizia la vera e propria saga fantasy che tanto va di moda in questi anni. Lui è un angelo mentre lei è mortale, si amano da sempre, da quando il mondo è stato creato ma, per una scelta (di chi non lo svelo!) compiuta millenni fa, non possono stare assieme. Quando Luce - in qualche modo - si avvicina o bacia Daniel, viene avvolta dalle fiamme e muore mentre lui non può fare nulla per salvarla. Ogni 17 anni ecco che si incontrano nuovamente, lui ricorda tutto mentre per lei, Daniel, è solo un ragazzo carino che le ricorda qualcuno. Ce la faranno alla fine a spezzare la maledizione che va avanti dalla notte dei tempi? Cosa sono disposti a sacrificare per salvare il loro amore?
Un fantasy un po' banale, dal tema adolescenziale e con sapori già vissuti anche se - lo ammetto - l'idea di fondo è piuttosto romantica. Carino, senza grandi aspettative, da leggere forse più per curiosità e non per fare una buona lettura.

Voto: *** su 5

lunedì 8 settembre 2014

Ricordati di guardare la luna


Ho letto un altro romanzo di Nicholas Sparks: sono stata anch'io in vacanza e quale altro autore è più indicato per una tranquilla e rilassata lettura sotto l'ombrellone?! Come quasi tutti i suoi romanzi, anche questo risulta più indicato per un pubblico femminile ma è comunque una buona lettura. 
Per una volta, finalmente, la storia d'amore è diversa dalle altre, sentimento provato sia da John, marine, che da Savannah, studentessa esuberante e idealista che trascorre le estati dedicandosi al volontariato con un gruppo religioso. Due personalità agli antipodi ma che, per un evento fortuito del caso, si incontrano in una spiaggia del North Carolina durante una licenza di lui. Per John la fine della carriera militare non è lontana e il trascorrere dei mesi risulta più dolce anche grazie alle lettere che Savannah continua a mandargli. "Ovunque sarai e qualunque cosa stia accadendo nella tua vita, tutte le volte che ci sarà la luna piena tu cercala nel cielo", così lei gli scriveva quando a dividerli era solo l'oceano. Ma poi arrivarono le Torri Gemelle e si scatenò l'inferno: John decise di servire ancora il suo paese e di rimandare il congedo per andare in Medio Oriente. Passano gli anni, John deve rientrare in patria per assistere il padre malato e la realtà che trova ad aspettarlo è molto diversa da quella che si era immaginato.
Tenero e struggente, atmosfere evocative e personaggi concreti, racconta di un amore ambientato ai giorni nostri. La caratterizzazione di John è strepitosa, uomo forte e deciso, fedele e innamorato, mentre il personaggio di Savannah - a mio giudizio - risulta essere caratterialmente più superficiale e, per assurdo, molto più frivola. Viene da chiedersi "come mai non hai aspettato?".
Intrigante e innovativo, con un finale non scontato e banale ma anzi, piuttosto affascinante.

Voto: *** 1/2 su 5

domenica 31 agosto 2014

Il segreto dello scrivano


Romanzo d'avventura, in certi punti misterioso e romantico, un libro che si lascia leggere (con fatica, dal mio punto di vista) ma è un po' come se fosse il clone di molti altri, non identificabili ma sempre presenti. 
E' la storia di uno scrivano parigino rinomato per la sua bravura e per la sua arte nel ricopiare testi antichi che, un po' per caso, durante una notte turbolenta e movimentata della Parigi del 1356, entra in possesso di un libro particolare, rarissimo e molto prezioso. Nicola Flamel già sapeva che gli sarebbe stato consegnato questo testo ben due anni prima che ciò si verificasse e questo perchè, in sogno, gli era apparso un angelo premonitore. Si appassiona talmente tanto al significato del sogno e del manoscritto stesso che decide di partire per un lungo viaggio, da Parigi fino a Santiago de Compostela per incontrare il massimo studioso ed interprete in grado di aiutarlo a capire il significato del testo alchemico. 
Idea originale ma non del tutto sviluppata, inizio misterioso e di suspance contro un finale che risulta essere, invece, frettoloso e poco chiaro.

Voto: * su 5

sabato 23 agosto 2014

L'ultima canzone


Veronica Miller - la quale preferisce farsi chiamare Ronnie - è costretta dalla madre a trascorrere l'estate nella sperduta cittadina affacciata sull'oceano dove vive il padre dopo il divorzio, ex pianista ed insegnante di musica. Ha quattordici anni, non segue nessuna regola, è una piccola ladra, non accetta l'autorità della madre e non sopporta il padre considerato la causa della separazione. Essere obbligata a trasferirsi, quindi, nel North Carolina nei mesi estivi al posto di poter stare a New York con le amiche, non è sicuramente un inizio di estate molto promettente. In aggiunta, il padre vive un'esistenza tranquilla e in sintonia con la natura, tutto concentrato nella creazione di una vetrata destinata alla chiesa locale. Non può stare in sua compagnia e non può nemmeno più suonare il pianoforte, sentito come uno strumento di collegamento tra lei e il genitore. Esce quindi alla ricerca di nuovi amici. Si sa, le compagnie possono essere buone o cattive, ma gli amici si scelgono sempre e, almeno inizialmente, quelle di Ronnie non sono delle ottime decisioni. Guai e problemi la portano a cambiare se stessa e la sua vita, trova l'amore e riscopre infine anche l'affetto e il rapporto con il padre. La vita, purtroppo però, non sempre procede come ce lo si immagina ed anzi, molto più spesso di quanto si vorrebbe, si è costretti a suonare "un'ultima canzone".
Una storia reale e concreta, con problemi veri e comuni, emozionante e anche toccante, soprattutto nel finale. Nello stile di Nicholas Sparks, semplice ma comunque consigliato.

Voto: **** su 5

lunedì 18 agosto 2014

Città di carta


C'è poco da dire (o scrivere) su questo romanzo: John Green è uno scrittore perfetto per ragazzi/adolescenti e, volendo, anche per gli adulti, o per gli adulti che vogliono regalare un libro carino e simpatico ai più giovani. Senza grosse pretese e, in ogni caso, non al pari di "Colpa delle stelle" - ma paragonabile a "Cercando Alaska" - il romanzo è nel complesso interessante, mai banale, con storie di sentimenti e di crescita. Dà molti spunti di riflessione, nonostante la giusta dose di adolescenza e follia, tipiche di quell'età in cui non si è ancora adulti, ma nemmeno più bambini.
Quentin Jacobsen è da sempre innamorato di Margo Roth Spiegelman fin da quando, da bambini, hanno condiviso una macabra scoperta. Ma poi, si sa, i bambini crescono e anche i legami che appaiono indistruttibili vengono spezzati. Alla vigilia della consegna dei diplomi, però, Margo si presenta alla finestra di Quentin per trascinarlo in piena notta in una folle quanto indimenticabile avventura. La mattina successiva, però, la ragazza scompare misteriosamente senza lasciare traccia alcuna. Tutti, genitori compresi, credono che sia un altro dei suoi colpi di testa, uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa una legenda a scuola (e non solo), ma questa volta - almeno per Quentin - tutto è diverso.
Certamente non il miglior romanzo di Green, ma porta a ripensare a quei momenti in cui ci sente e si è convinti di avere il mondo in mano, ai sogni che si avevano un tempo e a quanto sembravano semplici. Alla fine - è bene ricordare - le città di carta non sono solo luoghi segnati sulle cartine, non sono una mera illusione; volendo e cercando è possibile trovarle, così come è possibile trovare la propria strada.

Voto: ** 1/2 su 5

mercoledì 13 agosto 2014

Amori, bugie e tacchi alti


The Sun ne scrive "Entrate nel feroce mondo delle riviste patinate: l'ambizione più sfrenata è all'ordine del giorno. Un mix di Glamour ed eccitazione. Non potreste chiedere di meglio". Ne siamo certi? 
Il romanzo si presenta fin dalle prime pagine come qualcosa di "già letto" ed i personaggi risultano essere piuttosto stereotipati, una combinazione tra "Il Diavolo veste Prada" e "Cinquanta sfumature di ...". Una giovanissima e semplice ragazza - costretta, tra l'altro, a modificare il proprio nome perché considerato poco "di tendenza" - viene assunta in una rivista di moda e travolta dal lavoro, dal lusso e dalle nuove esperienze. Si innamora del suo capo, magnate dei media, uomo affascinante, potente e maturo, dedito a pratiche sadomaso. Scene di sesso, giochi di potere e psicologici descritti quanto basta per occupare pagine ma, nonostante tutto, lo stile di Rebecca Chance rimane piacevole e a tratti anche intrigante. Una lettura semplice e senza pretese ma con un finale inaspettato e spiazzante.

Voto: ** su 5 

mercoledì 30 luglio 2014

Cercando Alaska


Seguendo la scia John Green e i consigli di mia sorella, ho letto anche questo romanzo, il primo scritto dall'autore. Pur essendo una storia coinvolgente e intrigante, il John Green autore di "Cercando Alaska" è decisamente differente dal John Green autore di "Colpa delle stelle", più inquieto e malinconico e - forse - meno brillante.
Miles Halter, adolescente colto ma introverso, inizia a frequentare una scuola privata dell'Alabama dove stringe subito un forte legame con il suo compagno di stanza Chip, ammesso alla scuola grazie ad una borsa di studio. Qui conosce Alaska Young, avventurosa studentessa di cui tutti sono - segretamente - innamorati. Insieme frequentano le lezioni, ma soprattutto fanno tutto ciò che all'interno della scuola è proibito: bevono, fumano, stanno svegli la notte ed organizzano divertentissimi scherzi. Fin qui tutto normale, sono giovani ragazzi, finché un tragico e drammatico incidente porta uno di loro "dritto e veloce fuori dal labirinto della sofferenza". Che sia un incidente o un suicidio? "O un suic-idente?", si domandano i ragazzi nel "dopo", che diventa la seconda parte del racconto.
Lettura interessante e divertente, sincera e commovente perché - purtroppo - moltissimi di noi hanno avuto a che fare con i medesimi sentimenti provati dai protagonisti. Tuttavia, mi aspettavo qualcosa di diverso, qualcosa "di più", come lo era stato la lettura precedente del medesimo autore.

Voto: *** su 5


venerdì 25 luglio 2014

Colpa delle stelle


Fissare il cursore che rimane sfacciatamente immobile in attesa che io riesca a formulare la prima frase di questa nuova recensione, non è da me. Ma John Green, con questo libro, mi ha lasciata senza parole. Inizierò, quindi, con: "L'amore è una malattia dalla quale non vuoi guarire", frase riportata direttamente nella copertina del libro, giusto sotto al titolo, esplicativa del romanzo.
La trama è nota e a breve uscirà anche l'adattamento cinematografico del romanzo: Hazel Grace è una sedicenne sopravvissuta al cancro alla tiroide, ma le aspettative di vita per lei sono scarse e alquanto incerte. Ama leggere, in particolare il suo libro preferito è "Imperiale afflizione", lettura che consiglierà anche al nuovo ragazzo entrato nel gruppo di supporto per malati di cancro, e che frequenta dietro forte insistenza dei genitori. Fin dall'inizio i due adolescenti parlano delle loro malattie con ironia e aneddoti divertenti, scambio di battute simpatiche, senza scivolare mai in scontati e mediocri sentimentalismi. Da un iniziale scambio di letture, sguardi e poesie, tra Hazel Grace e Augustus Waters nasce l'amore, portato alla massima celebrazione ad Amsterdam, durante un viaggio compiuto dai due per incontrare e conoscere l'autore del libro che entrambi tanto amano.
La loro è una storia forte e commovente, tuttavia il melodramma non trova spazio tra le pagine scritte da John Green. Sul cancro ultimamente è stato scritto molto, ma mai con quest'abilità. L'autore affronta un argomento difficile e tragico con un linguaggio semplice ma efficace, non tralasciando nulla e - anzi - aggiungendo un'eccezionale ironia, pathos e dolcezza, mandando il cuore del lettore in mille frammenti. Questo libro va letto (grandi e meno adulti), va letto con la consapevolezza che ti cambierà per sempre qualcosa dentro e che ogni tanto tornerai a rileggerlo perché, almeno così, i suoi personaggi torneranno a vivere anche se - nel cuore - non hanno mai smesso di respirare.

Voto: ***** su 5

domenica 20 luglio 2014

Donne con il tacco 12


Mi piaceva la copertina. Deeley, Devon e Maxie sono tre sorelle ambizione e competitive. La prima è fidanzata per contratto con un divo di Hollywood che nasconde al mondo intero la propria omosessualità, Devon è sposata con il più famoso giocatore di rugby inglese e conduce un programma televisivo di cucina di grande successo; infine Maxie è la moglie perfetta e autorevole di un importante uomo politico. Donne forti e belle, decise e in carriera. Qualcuno, però, rivela alla stampa i dettagli della loro infanzia problematica, il passato criminale della madre e le mille diffcoltà economiche affrontate quando erano più giovani. A volte- infatti - gli scheletri del passato possono riemergere anche dal giardino, non è necessario per forza un armadio. 
Una lettura non impegnativa, leggera e moderna. Scontata, ma comunque piacevole.

Voto: *** 1/2 su 5

venerdì 18 luglio 2014

Un giorno, forse


New York: la città che non dorme mai. La Grande Mela sarà abbastanza vaste e capiente per contenere i sogni e le aspirazioni di tutti i suoi abitanti? Milioni di vite, milioni di speranze. Tra queste, Franny Banks, aspirante attrice e cameriera in una tavola calda che si è data tre anni per vedere realizzato il suo sogno. Ma due anni e mezzo sono già alle spalle e lei continua a servire i tavoli per pagare l'affitto dell'appartamento che condivide con la migliore amica e un nuovo coinquilino. Studia e si impegna, ma sarà una catastrofica caduta durante il saggio di recitazione di fine anno e - soprattutto - la sua forza e determinazione nel rialzarsi e continuare a recitare a procurarle due colloqui in due rinomate agenzie. Tra film horror e amori improbabili, Franny diventa una di noi, in lotta perenne con i propri capelli e con le diete mai portate a termine.
Un romanzo brillante, fresco e carico di ironia (e anche d'amore), scritto da un'autrice d'eccezione: Lauren Graham. Difficile non pensare a Loreai Gilmore, interpretata dall'attrice nel telefilm "Una mamma per amica": lo stesso stile frizzante e sarcastico, tagliente e divertente, e Franny è adorabile almeno quanto lei.

Voto: *** su 5

lunedì 14 luglio 2014

Polvere alla polvere


Ebbene sì, il prezzo ancora una volta ha guidato la scelta dell'acquisto di un nuovo libro, un thriller questa volta. Sono rimasta sorpresa dalla lettura, ovviamente non mancano sorprese e colpi di scena, e il risultato è un romanzo intrigante di cui si diventa dipendenti e non si vede l'ora di scoprire il colpevole. 
In questa vicenda il detective Stride si trova casualmente a Shawano, nel Wisconsin, nel piccolo cimitero dove riposano le spoglie della madre. Qualcosa lo ha portato lì, in quel momento, ma non riesce a capire bene cosa. Si ferma davanti a qualche lapide - l'inizio della storia è considerevolmente tetro - quando il buio della notte viene squarciato dai fari di un'auto della polizia che si ferma proprio davanti al cimitero. Scende un poliziotto, esita un attimo - forse in un ultimo istante di indecisione - e si spara un colpo di pistola alla tempia. Stride, che ha visto tutto, non può fare a meno di investigare sull'accaduto, si sente partecipe e coinvolto nel dramma di quell'uomo. Desidera trovare delle risposte e con lui anche la moglie della vittima. Quello che scopre, però, porta alla luce vecchie storie e vicende del passato, scomode e sgradite a diversi personaggi di Shawano. 
Lo stile di scrittura è fluido e ben articolato, e il risultato è che si rimane incollati alle poco più di 200 pagine per scoprire l'assassino, o gli assassini.

Voto: *** 1/2 su 5

venerdì 11 luglio 2014

Quattro donne e un matrimonio


Ho scelto questo libro perché - sostanzialmente - il titolo fa venire in mente "Quattro matrimoni e un funerale". Bel romanzo, non risulta noioso o sdolcinato; anzi, diversi sono i colpi di scena, ma anche questa lettura non mi ha lasciato quel senso di abbandono che si prova quando si chiude la copertina di un buon libro.
Anna e Toby si conoscono all'università e il loro è un Amore vero, ma tra loro si mette anche Ella, una delle ragazze più attraenti e popolari fra gli studenti, innamorata di Toby anche se il sentimento non è ricambiato. La coppia scoppia, gli anni passano ma Anna non riesce a dimenticare l'ex fidanzato e quello che lei crede essere stato un tradimento. Si ritrovano tutti qualche giorno prima delle nozze tra Toby e Rachel, la quale è terrorizzata dall'idea di essere abbandonata all'altare. Stanno per percorrere la navata centrale quando succede qualcosa: gli sguardi si incontrano e nulla sarà più lo stesso.
Romanzo leggero, simpatico e divertente. Da spiaggia.

Voto: ** su 5

giovedì 10 luglio 2014

Il segreto della collana di perle


Anche qui un'altra storia famigliare che si protrae per tre generazioni, non ci sono le tragedie che facevano da sfondo alla precedente recensione, ma solo gli alti e bassi della vita delle tre donne protagoniste.
Caroline sta passando una brutta crisi matrimoniale e approfitta della casa al mare di un'amica di famiglia per stare un po' da sola. E' appena morta una prozia che le ha lasciato in eredità una collana di perle, cimelio di famiglia, e dei vecchi diari scritti da nonna Rose. Leggendo queste pagine e le lettere di sua madre, Caroline scopre le vicende che hanno caratterizzato la vita delle due donne, gli errori, le gioie e i dolori, ma anche gli amori e i tradimenti. Scopre che c'è un filo che lega il vissuto della nonna, quello della madre e adesso anche il suo: la collana di perle, quasi come se fosse maledetta.
Un romanzo ben scritto, una lettura piacevole ma - ancora una volta - non è libro che quando è finito lascia pensieri o riflessioni. E' perfetto come lettura sotto l'ombrellone, un po' "soap-opera".

Voto: ** 1/2 su 5

mercoledì 9 luglio 2014

La strada in fondo al mare


Si tratta di una storia famigliare, proiettata in un contesto storico - il naufragio del Titanic - in cui la finzione si unisce alla realtà fino a formare una verità unica.
May Smith è sul Titanic con il marito e la figlioletta di qualche mese, stanno compiendo il cosiddetto "viaggio della speranza", percorrendo l'Atlantico in una delle cabine della terza classe; in prima classe viaggia invece Celeste Parkes che torna negli Stati Uniti dopo il funerale della madre. La notte del naufragio, May è tra i sopravvissuti recuperati dopo che la nave è affondata, salvata dalle acque gelide dell'Oceano dalla scialuppa di Celeste che - dopo essersi allontanata dal punto in cui il Titanic si è inabissato - ha deciso di tornare indietro. E' però da sola, ha perso il marito e la piccola Ellen, finché - quello che sembra essere proprio il capitano della nave - le mette in braccio un fagottino avvolto in un coperta. Dentro c'è una bambina, ma solo con la luce del sole si scoprirà la verità. Da una menzogna inizia una storia emozionante che attraversa mezzo secolo, due continenti e tre famiglie. Una storia triste ma avvincente, che tiene incollati alle pagine del libro e trasporta in un "nuovo mondo".

Voto: *** su 5

lunedì 7 luglio 2014

La pakistana


Un altro libro della stessa autrice, Roberta Gately. Anche questa lettura, come la precedente "Le ragazze di Kabul", si è rivelata piacevole ma non esaltante. Iniziato e finito in un'unica serata. La storia scorre velocemente seppur il contesto di base - la tratta degli esseri umani - non sia un argomento chiaro e semplice, ma una piaga sociale. 
Sogni e visioni accompagnano Abby - un'infermiera dell'Unicef - in partenza per il Pakistan. Lì conosce un reporter che è sulle tracce di un uomo potente e spietato implicato nella tratta degli esseri umani. Intrighi e segreti vengono portati alla luce, un segreto svelato e una nuova amicizia viene messa a dura prova. 
Dal mio modesto punto di vista, la realtà ostile e difficile in cui vivono le donne e le bambine del romanzo è la parte del romanzo più coinvolgente e che porta a riflettere, tutto il resto è una storia d'amore.

Voto: ** 1/2 su 5

sabato 5 luglio 2014

Le ragazze di Kabul


Il titolo originale del romanzo è "Lipstik in Afghanistan" e sarebbe stato più consono alla storia. E' un rossetto, infatti, ad essere l'elemento chiave, l'oggetto che unisce due mondi apparentemente all'opposto - Occidente e Oriente - e le loro due protagoniste, Elsa e Parween. La prima è una giovane infermiera partita volontaria per l'Afghanistan pochi mesi dopo il crollo delle Torri Gemelle; la seconda, invece, è una giovane donna che ha appena perso la migliore amica in un attentato terroristico organizzato dai talebani, sposata con un uomo che le ha insegnato a leggere e scrivere. Due donne che all'apparenza non hanno nulla di simile - a cominciare dalla cultura e il modo di vivere - ma che condividono la medesima forza, il sentimento di vendetta, il coraggio, oltre che la comune passione per i rossetti. Entrambe sono alla ricerca di se stesse, vogliono realizzare qualcosa di giusto in un mondo che sembra aver dimenticato il valore della vita umana.
Una lettura piacevole, veloce, a tratti "americanizzata", ma che - seppur in piccola parte - porta due realtà contrastanti a conoscersi e toccarsi. 

Voto: *** su 5

venerdì 4 luglio 2014

Bianca come il latte rossa come il sangue


Secondo Leo, la vita si dipinge di due colori: il bianco e il rosso. Quest'ultimo è il colore della vita, del sangue che pulsa nelle vene, è il colore dell'adrenalina, ma è soprattutto il colore dei capelli di Beatrice. Il rosso è quindi il colore dell'amore. Il bianco è, invece, l'assenza, il vuoto: l'"andare in bianco" indica la privazione di qualcosa, così come una "notte in bianco" denota una notte senza chiudere occhio. Il bianco è anche il colore della morte: la leucemia - malattia del sangue - è un tumore che distrugge i globuli rossi e prolifera quelli bianchi, e Leo la odia. Detesta anche la scuola, come tutti i sedicenni, ma lì c'è Niko - il suo compagno di sfidoni e punta come lui nella squadra di calcio dei Pirati - e c'è Silvia, la sua migliore amica nonché sua coscienza. E a scuola c'è anche il Sognatore, supplente di storia e filosofia, che riesce ad interessare i ragazzi con compiti senza voti e lezioni fuori dal programma. Quello che insegna lui è la vita e il saper sognare, perché "Una vita senza sogni è un giardino senza fiori, ma una vita di sogni impossibili è un giardino di fiori finti", e a sedici anni è importante avere un sogno da inseguire e per cui combattere.
Una storia che tocca dentro, cerca la nostra parte più debole e fa riflettere su moltissimi passaggi. Perché - anche se non siamo più degli adolescenti come Leo - non conosciamo ancora tutti i nostri sogni e rimaniamo sempre spaventati dal futuro. Un libro magnifico, capace com'è di farti scendere qualche lacrima anche nel treno dell'ora di punta.

Voto: **** 1/2 su 5

martedì 1 luglio 2014

In difesa di Jacob


Strano da dirsi, ma ho letto un giallo. Un genere totalmente nuovo per me e che - sinceramente - all'inizio non mi affascinava. Sbagliavo. "In difesa di Jacob" è un libro avvincente e coinvolgente, già dopo il primo capitolo si è nel pieno della vicenda, desiderosi di conoscere e comprendere di più.
In un quartiere benestante in cui tutto è all'apparenza preciso e perfetto viene ucciso un ragazzo, trovato morto nel parco da un'appassionata di jogging. Gli investigatori non hanno alcun indizio e nessuna prova, iniziano le indagini seguendo il proprio istinto. Tra questi c'è anche il vice procuratore distrettuale - Andy Barber - che si trova così a dover interrogare i ragazzi che frequentano la scuola della vittima, la stessa in cui è iscritto anche Jacob, suo figlio. Un'impronta digitale sporca di sangue viene trovata all'interno della felpa della vittima: è di Jacob Barber. Andy è immediatamente sollevato dall'incarico e la casa perquisita. Ad essere messo sottosopra, però, non è solo l'ordine della loro abitazione, ma anche - e soprattutto - le loro vite. Mentre Andy cerca in ogni modo di difendere il figlio - "Per difenderlo sarei disposto ad andare all'inferno e tornare indietro" - la moglie inizia a ricordare dei particolari di quando Jacob era un bambino, episodi questi che non le danno pace. Il passato - volutamente dimenticato e rinnegato - torna per influenzare il presente, per condizionare gli eventi e controllare anche la genetica.
Storia intrigante, capace di tenere con il fiato sospeso fino alla pagina 540, l'ultima.

Voto: **** su 5

mercoledì 25 giugno 2014

Luna di miele a Parigi


Lettura corta ma piacevole, che ci porta in una Parigi sempre affascinante e romantica. Liv e David sono in viaggio di nozze, tutto dovrebbe ruotare attorno a loro e l'amore dovrebbe essere al primo posto ma la realtà è ben diversa. Quasi un secolo prima anche Sophie e Edouard si trovavano a Parigi subito dopo il matrimonio, felici e innamorati. Stili di vita differenti, cattivi consiglieri e donne di malafede cercano di "mettere il dito tra moglie e marito", per poi giungere alla riappacificazione - almeno per ora - con un pensiero: "Come potevo sopportare l'idea che lui vivesse altrove, lontano chilometri da me?".
Semplice ed equilibrata, poetica e sdolcinata, questa storia precede di alcuni anni gli eventi di "La ragazza che hai lasciato", della stessa autrice. Romanzo che sarà sicuramente tra i prossimi libri tra cui ficcare la testa, giusto per vedere cosa succede adesso.

Voto: ** su 5

lunedì 23 giugno 2014

Il silenzio dell'onda


Sfrutto il tempo che passo in treno per immergermi in altre storie, romanzate o reali, romantiche o drammatiche, come in questo caso. 
Di Roberto Marias ci si può anche innamorare: uomo forte e coraggioso, che corre veloce in moto e non ha paura di niente e di nessuno. Ma è anche un uomo distrutto da ciò che ha vissuto e da quello che i suoi occhi sono stati costretti ad osservare, impotenti. Roberto era un agente sotto copertura che per anni ha vissuto come infiltrato tra i trafficanti di droga internazionali, ha ingannato, ha tradito ma ha anche amato. La sua è un'esistenza passata fingendo di essere un altro, al confine tra il bene e il male, tra verità e menzogna, quando questi aspetti così contrastanti si uniscono tra loro, come un'onda con i granelli di sabbia. Roberto diventa un fantasma nella sua stessa vita. Il senso di colpa per i tradimenti di coloro che lo stimavano e lo consideravano un amico, la perdita non solo della sua identità ma anche dell'amore, lo portano - infine - al crollo. Si segue così la sua vita ricostruita attraverso le sedute dallo psicologo, dal rapporto con il padre alla California, dalla droga al surf. Perché, quando si è a terra, quando tutto va storto e si è travolti dagli eventi, bisogna lasciarsi andare, rilassarsi e aspettare che passi. Come quando si viene sommersi da un'onda e spinti verso il basso, l'unica cosa che resta da fare e mollare la tavola da surf e cercare di risalire.
Ci vorrebbero altri cento libri come questo, capaci di tener compagnia non solo nei viaggi e nei momenti di relax, ma che rimangono anche nei pensieri durante tutta la giornata.

Voto: **** 1/2 su 5

giovedì 19 giugno 2014

Acciaio


In uno dei casermoni di cemento, delle case popolari per la gente che lavora alla Lucchini, vivono Anna e Francesca. Si possono vedere davanti allo specchio del bagno che ballano e cantano imitando le soubrette della televisione, oppure sedute su una delle panchine del cortile interno, quella con più scritte. Perché se non hai almeno una dedica con l'uniposca non sei nessuno. E loro ne hanno di scritte. E' l'estate dei loro tredici anni, quasi quattordici, stanno entrando nel mondo degli adulti - di quelli che non devono chiedere il permesso per andare ad una festa - e vogliono essere trattate come tali. Si scontrano con le loro famiglie, una con un padre dalla mano pesante e veloce nel picchiare, e l'altra invece con un genitore che di veloce ha il piede, ma per scappare. Si arrangiano come possono, stanno insieme, unite più che mai, finché arriva l'amore, non quello con la A maiuscola perché quello, loro - forse - lo conoscono già. Ma con l'amore arriva anche la gelosia, e quella sì che è un sentimento importante, in grado anche di separare due migliori amiche. Odio e vendetta, amore e amicizia, ma anche l'altoforno dell'acciaieria, il lavoro e i turni pesanti, con la musica in cuffia e fatti di anfetamine. Il desiderio e la ricerca di una vita migliore, più soldi e più fascino, più bellezza e più successo. Ma nel cielo di Piombino, a pesare, non c'è solo la vita grigia come il cemento - e l'acciaio - ma anche un'adolescenza mai vissuta. 
Un romanzo coinvolgente, drammatico per certi aspetti e romantico per altri. Iniziato e concluso in una giornata, mi sentivo una di loro.

Voto: **** 1/2 su 5

lunedì 26 maggio 2014

Storia di una ladra di libri


Molte le anime da raccogliere e sollevare verso il cielo nella Germania nazista del 1939. Alcune più leggere, altre che combattono, innocenti, colpevoli, vecchi e bambini, ma tutti con lo stesso destino. In mezzo alla neve, la Morte e Liesel si incontrano per la prima volta, quando quest'ultima non è ancora una ladra di libri. A terra, dimenticato o abbandonato c'è un piccolo libriccino: la bambina che non sa leggere lo raccoglie e lo porta con sé. Ha inizio così la "Storia di una ladra di libri", una storia di amore e odio per le parole e per ciò che rappresentano, in una realtà in cui pensieri e discorsi di un dittatore possono diventare una condanna a morte. Raccontato dalla Morte stessa, attiva e partecipe, che segue da vicino la vita di Liesel, dai suoi furti di mele per saziare lo stomaco ai furti di libri, più appaganti, per riempire la testa.
Riflessivo e commovente - dai tratti drammatici - il romanzo conduce il lettore ad un'attenta considerazione sul potere e sull'influenza delle parole. Romanzo che sicuramente entra a far parte dei libri consigliati.

Voto: **** su 5