Secondo Leo, la vita si dipinge di due colori: il bianco e il rosso. Quest'ultimo è il colore della vita, del sangue che pulsa nelle vene, è il colore dell'adrenalina, ma è soprattutto il colore dei capelli di Beatrice. Il rosso è quindi il colore dell'amore. Il bianco è, invece, l'assenza, il vuoto: l'"andare in bianco" indica la privazione di qualcosa, così come una "notte in bianco" denota una notte senza chiudere occhio. Il bianco è anche il colore della morte: la leucemia - malattia del sangue - è un tumore che distrugge i globuli rossi e prolifera quelli bianchi, e Leo la odia. Detesta anche la scuola, come tutti i sedicenni, ma lì c'è Niko - il suo compagno di sfidoni e punta come lui nella squadra di calcio dei Pirati - e c'è Silvia, la sua migliore amica nonché sua coscienza. E a scuola c'è anche il Sognatore, supplente di storia e filosofia, che riesce ad interessare i ragazzi con compiti senza voti e lezioni fuori dal programma. Quello che insegna lui è la vita e il saper sognare, perché "Una vita senza sogni è un giardino senza fiori, ma una vita di sogni impossibili è un giardino di fiori finti", e a sedici anni è importante avere un sogno da inseguire e per cui combattere.
Una storia che tocca dentro, cerca la nostra parte più debole e fa riflettere su moltissimi passaggi. Perché - anche se non siamo più degli adolescenti come Leo - non conosciamo ancora tutti i nostri sogni e rimaniamo sempre spaventati dal futuro. Un libro magnifico, capace com'è di farti scendere qualche lacrima anche nel treno dell'ora di punta.
Voto: **** 1/2 su 5

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