C'è poco da dire (o scrivere) su questo romanzo: John Green è uno scrittore perfetto per ragazzi/adolescenti e, volendo, anche per gli adulti, o per gli adulti che vogliono regalare un libro carino e simpatico ai più giovani. Senza grosse pretese e, in ogni caso, non al pari di "Colpa delle stelle" - ma paragonabile a "Cercando Alaska" - il romanzo è nel complesso interessante, mai banale, con storie di sentimenti e di crescita. Dà molti spunti di riflessione, nonostante la giusta dose di adolescenza e follia, tipiche di quell'età in cui non si è ancora adulti, ma nemmeno più bambini.
Quentin Jacobsen è da sempre innamorato di Margo Roth Spiegelman fin da quando, da bambini, hanno condiviso una macabra scoperta. Ma poi, si sa, i bambini crescono e anche i legami che appaiono indistruttibili vengono spezzati. Alla vigilia della consegna dei diplomi, però, Margo si presenta alla finestra di Quentin per trascinarlo in piena notta in una folle quanto indimenticabile avventura. La mattina successiva, però, la ragazza scompare misteriosamente senza lasciare traccia alcuna. Tutti, genitori compresi, credono che sia un altro dei suoi colpi di testa, uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa una legenda a scuola (e non solo), ma questa volta - almeno per Quentin - tutto è diverso.
Certamente non il miglior romanzo di Green, ma porta a ripensare a quei momenti in cui ci sente e si è convinti di avere il mondo in mano, ai sogni che si avevano un tempo e a quanto sembravano semplici. Alla fine - è bene ricordare - le città di carta non sono solo luoghi segnati sulle cartine, non sono una mera illusione; volendo e cercando è possibile trovarle, così come è possibile trovare la propria strada.
Voto: ** 1/2 su 5
Voto: ** 1/2 su 5

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