giovedì 27 novembre 2014

Kafka sulla spiaggia


La trama è un po' troppo fantasiosa: d'accordo che la lettura è un momento di svago e di evasione, ma così è troppo. Finito il libro mi è rimasta una strana sensazione, non mi ha proprio entusiasmato - nonostante un inizio frizzante - e non so come poterlo giudicare. 
Un ragazzo di quindici anni scappa di casa per sfuggire ad una maledizione edipica lanciatagli dal padre, uno scultore geniale ma satanico e fissato con i gatti. Nakata, invece, è un vecchio che non sa né leggere né scrivere, ma sa parlare con i gatti, il quale scappa dalla scena di un delitto macabro e sconvolgente. Le strade (letteralmente) di Nakata e di Tamura Kafka sono destinate ad incrociarsi, assieme e quelle di altri personaggi minori, un po' sconclusionati; entrambi fuggono dai numerosi ostacoli che il destino ha in serbo per loro prima di poter realizzare il proprio desiderio.
E', senza ombra di dubbio, un romanzo scorrevole, a tratti intrigante, ma si arriva alla fine con un'unica domanda: "e quindi?". E quindi mai fidarsi dei consigli di lettura degli ex, non è detto che ti conoscano bene e che sappiano i tuoi gusti.

Voto: ** su 5

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