lunedì 23 giugno 2014

Il silenzio dell'onda


Sfrutto il tempo che passo in treno per immergermi in altre storie, romanzate o reali, romantiche o drammatiche, come in questo caso. 
Di Roberto Marias ci si può anche innamorare: uomo forte e coraggioso, che corre veloce in moto e non ha paura di niente e di nessuno. Ma è anche un uomo distrutto da ciò che ha vissuto e da quello che i suoi occhi sono stati costretti ad osservare, impotenti. Roberto era un agente sotto copertura che per anni ha vissuto come infiltrato tra i trafficanti di droga internazionali, ha ingannato, ha tradito ma ha anche amato. La sua è un'esistenza passata fingendo di essere un altro, al confine tra il bene e il male, tra verità e menzogna, quando questi aspetti così contrastanti si uniscono tra loro, come un'onda con i granelli di sabbia. Roberto diventa un fantasma nella sua stessa vita. Il senso di colpa per i tradimenti di coloro che lo stimavano e lo consideravano un amico, la perdita non solo della sua identità ma anche dell'amore, lo portano - infine - al crollo. Si segue così la sua vita ricostruita attraverso le sedute dallo psicologo, dal rapporto con il padre alla California, dalla droga al surf. Perché, quando si è a terra, quando tutto va storto e si è travolti dagli eventi, bisogna lasciarsi andare, rilassarsi e aspettare che passi. Come quando si viene sommersi da un'onda e spinti verso il basso, l'unica cosa che resta da fare e mollare la tavola da surf e cercare di risalire.
Ci vorrebbero altri cento libri come questo, capaci di tener compagnia non solo nei viaggi e nei momenti di relax, ma che rimangono anche nei pensieri durante tutta la giornata.

Voto: **** 1/2 su 5

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