giovedì 19 giugno 2014

Acciaio


In uno dei casermoni di cemento, delle case popolari per la gente che lavora alla Lucchini, vivono Anna e Francesca. Si possono vedere davanti allo specchio del bagno che ballano e cantano imitando le soubrette della televisione, oppure sedute su una delle panchine del cortile interno, quella con più scritte. Perché se non hai almeno una dedica con l'uniposca non sei nessuno. E loro ne hanno di scritte. E' l'estate dei loro tredici anni, quasi quattordici, stanno entrando nel mondo degli adulti - di quelli che non devono chiedere il permesso per andare ad una festa - e vogliono essere trattate come tali. Si scontrano con le loro famiglie, una con un padre dalla mano pesante e veloce nel picchiare, e l'altra invece con un genitore che di veloce ha il piede, ma per scappare. Si arrangiano come possono, stanno insieme, unite più che mai, finché arriva l'amore, non quello con la A maiuscola perché quello, loro - forse - lo conoscono già. Ma con l'amore arriva anche la gelosia, e quella sì che è un sentimento importante, in grado anche di separare due migliori amiche. Odio e vendetta, amore e amicizia, ma anche l'altoforno dell'acciaieria, il lavoro e i turni pesanti, con la musica in cuffia e fatti di anfetamine. Il desiderio e la ricerca di una vita migliore, più soldi e più fascino, più bellezza e più successo. Ma nel cielo di Piombino, a pesare, non c'è solo la vita grigia come il cemento - e l'acciaio - ma anche un'adolescenza mai vissuta. 
Un romanzo coinvolgente, drammatico per certi aspetti e romantico per altri. Iniziato e concluso in una giornata, mi sentivo una di loro.

Voto: **** 1/2 su 5

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