mercoledì 30 luglio 2014

Cercando Alaska


Seguendo la scia John Green e i consigli di mia sorella, ho letto anche questo romanzo, il primo scritto dall'autore. Pur essendo una storia coinvolgente e intrigante, il John Green autore di "Cercando Alaska" è decisamente differente dal John Green autore di "Colpa delle stelle", più inquieto e malinconico e - forse - meno brillante.
Miles Halter, adolescente colto ma introverso, inizia a frequentare una scuola privata dell'Alabama dove stringe subito un forte legame con il suo compagno di stanza Chip, ammesso alla scuola grazie ad una borsa di studio. Qui conosce Alaska Young, avventurosa studentessa di cui tutti sono - segretamente - innamorati. Insieme frequentano le lezioni, ma soprattutto fanno tutto ciò che all'interno della scuola è proibito: bevono, fumano, stanno svegli la notte ed organizzano divertentissimi scherzi. Fin qui tutto normale, sono giovani ragazzi, finché un tragico e drammatico incidente porta uno di loro "dritto e veloce fuori dal labirinto della sofferenza". Che sia un incidente o un suicidio? "O un suic-idente?", si domandano i ragazzi nel "dopo", che diventa la seconda parte del racconto.
Lettura interessante e divertente, sincera e commovente perché - purtroppo - moltissimi di noi hanno avuto a che fare con i medesimi sentimenti provati dai protagonisti. Tuttavia, mi aspettavo qualcosa di diverso, qualcosa "di più", come lo era stato la lettura precedente del medesimo autore.

Voto: *** su 5


venerdì 25 luglio 2014

Colpa delle stelle


Fissare il cursore che rimane sfacciatamente immobile in attesa che io riesca a formulare la prima frase di questa nuova recensione, non è da me. Ma John Green, con questo libro, mi ha lasciata senza parole. Inizierò, quindi, con: "L'amore è una malattia dalla quale non vuoi guarire", frase riportata direttamente nella copertina del libro, giusto sotto al titolo, esplicativa del romanzo.
La trama è nota e a breve uscirà anche l'adattamento cinematografico del romanzo: Hazel Grace è una sedicenne sopravvissuta al cancro alla tiroide, ma le aspettative di vita per lei sono scarse e alquanto incerte. Ama leggere, in particolare il suo libro preferito è "Imperiale afflizione", lettura che consiglierà anche al nuovo ragazzo entrato nel gruppo di supporto per malati di cancro, e che frequenta dietro forte insistenza dei genitori. Fin dall'inizio i due adolescenti parlano delle loro malattie con ironia e aneddoti divertenti, scambio di battute simpatiche, senza scivolare mai in scontati e mediocri sentimentalismi. Da un iniziale scambio di letture, sguardi e poesie, tra Hazel Grace e Augustus Waters nasce l'amore, portato alla massima celebrazione ad Amsterdam, durante un viaggio compiuto dai due per incontrare e conoscere l'autore del libro che entrambi tanto amano.
La loro è una storia forte e commovente, tuttavia il melodramma non trova spazio tra le pagine scritte da John Green. Sul cancro ultimamente è stato scritto molto, ma mai con quest'abilità. L'autore affronta un argomento difficile e tragico con un linguaggio semplice ma efficace, non tralasciando nulla e - anzi - aggiungendo un'eccezionale ironia, pathos e dolcezza, mandando il cuore del lettore in mille frammenti. Questo libro va letto (grandi e meno adulti), va letto con la consapevolezza che ti cambierà per sempre qualcosa dentro e che ogni tanto tornerai a rileggerlo perché, almeno così, i suoi personaggi torneranno a vivere anche se - nel cuore - non hanno mai smesso di respirare.

Voto: ***** su 5

domenica 20 luglio 2014

Donne con il tacco 12


Mi piaceva la copertina. Deeley, Devon e Maxie sono tre sorelle ambizione e competitive. La prima è fidanzata per contratto con un divo di Hollywood che nasconde al mondo intero la propria omosessualità, Devon è sposata con il più famoso giocatore di rugby inglese e conduce un programma televisivo di cucina di grande successo; infine Maxie è la moglie perfetta e autorevole di un importante uomo politico. Donne forti e belle, decise e in carriera. Qualcuno, però, rivela alla stampa i dettagli della loro infanzia problematica, il passato criminale della madre e le mille diffcoltà economiche affrontate quando erano più giovani. A volte- infatti - gli scheletri del passato possono riemergere anche dal giardino, non è necessario per forza un armadio. 
Una lettura non impegnativa, leggera e moderna. Scontata, ma comunque piacevole.

Voto: *** 1/2 su 5

venerdì 18 luglio 2014

Un giorno, forse


New York: la città che non dorme mai. La Grande Mela sarà abbastanza vaste e capiente per contenere i sogni e le aspirazioni di tutti i suoi abitanti? Milioni di vite, milioni di speranze. Tra queste, Franny Banks, aspirante attrice e cameriera in una tavola calda che si è data tre anni per vedere realizzato il suo sogno. Ma due anni e mezzo sono già alle spalle e lei continua a servire i tavoli per pagare l'affitto dell'appartamento che condivide con la migliore amica e un nuovo coinquilino. Studia e si impegna, ma sarà una catastrofica caduta durante il saggio di recitazione di fine anno e - soprattutto - la sua forza e determinazione nel rialzarsi e continuare a recitare a procurarle due colloqui in due rinomate agenzie. Tra film horror e amori improbabili, Franny diventa una di noi, in lotta perenne con i propri capelli e con le diete mai portate a termine.
Un romanzo brillante, fresco e carico di ironia (e anche d'amore), scritto da un'autrice d'eccezione: Lauren Graham. Difficile non pensare a Loreai Gilmore, interpretata dall'attrice nel telefilm "Una mamma per amica": lo stesso stile frizzante e sarcastico, tagliente e divertente, e Franny è adorabile almeno quanto lei.

Voto: *** su 5

lunedì 14 luglio 2014

Polvere alla polvere


Ebbene sì, il prezzo ancora una volta ha guidato la scelta dell'acquisto di un nuovo libro, un thriller questa volta. Sono rimasta sorpresa dalla lettura, ovviamente non mancano sorprese e colpi di scena, e il risultato è un romanzo intrigante di cui si diventa dipendenti e non si vede l'ora di scoprire il colpevole. 
In questa vicenda il detective Stride si trova casualmente a Shawano, nel Wisconsin, nel piccolo cimitero dove riposano le spoglie della madre. Qualcosa lo ha portato lì, in quel momento, ma non riesce a capire bene cosa. Si ferma davanti a qualche lapide - l'inizio della storia è considerevolmente tetro - quando il buio della notte viene squarciato dai fari di un'auto della polizia che si ferma proprio davanti al cimitero. Scende un poliziotto, esita un attimo - forse in un ultimo istante di indecisione - e si spara un colpo di pistola alla tempia. Stride, che ha visto tutto, non può fare a meno di investigare sull'accaduto, si sente partecipe e coinvolto nel dramma di quell'uomo. Desidera trovare delle risposte e con lui anche la moglie della vittima. Quello che scopre, però, porta alla luce vecchie storie e vicende del passato, scomode e sgradite a diversi personaggi di Shawano. 
Lo stile di scrittura è fluido e ben articolato, e il risultato è che si rimane incollati alle poco più di 200 pagine per scoprire l'assassino, o gli assassini.

Voto: *** 1/2 su 5

venerdì 11 luglio 2014

Quattro donne e un matrimonio


Ho scelto questo libro perché - sostanzialmente - il titolo fa venire in mente "Quattro matrimoni e un funerale". Bel romanzo, non risulta noioso o sdolcinato; anzi, diversi sono i colpi di scena, ma anche questa lettura non mi ha lasciato quel senso di abbandono che si prova quando si chiude la copertina di un buon libro.
Anna e Toby si conoscono all'università e il loro è un Amore vero, ma tra loro si mette anche Ella, una delle ragazze più attraenti e popolari fra gli studenti, innamorata di Toby anche se il sentimento non è ricambiato. La coppia scoppia, gli anni passano ma Anna non riesce a dimenticare l'ex fidanzato e quello che lei crede essere stato un tradimento. Si ritrovano tutti qualche giorno prima delle nozze tra Toby e Rachel, la quale è terrorizzata dall'idea di essere abbandonata all'altare. Stanno per percorrere la navata centrale quando succede qualcosa: gli sguardi si incontrano e nulla sarà più lo stesso.
Romanzo leggero, simpatico e divertente. Da spiaggia.

Voto: ** su 5

giovedì 10 luglio 2014

Il segreto della collana di perle


Anche qui un'altra storia famigliare che si protrae per tre generazioni, non ci sono le tragedie che facevano da sfondo alla precedente recensione, ma solo gli alti e bassi della vita delle tre donne protagoniste.
Caroline sta passando una brutta crisi matrimoniale e approfitta della casa al mare di un'amica di famiglia per stare un po' da sola. E' appena morta una prozia che le ha lasciato in eredità una collana di perle, cimelio di famiglia, e dei vecchi diari scritti da nonna Rose. Leggendo queste pagine e le lettere di sua madre, Caroline scopre le vicende che hanno caratterizzato la vita delle due donne, gli errori, le gioie e i dolori, ma anche gli amori e i tradimenti. Scopre che c'è un filo che lega il vissuto della nonna, quello della madre e adesso anche il suo: la collana di perle, quasi come se fosse maledetta.
Un romanzo ben scritto, una lettura piacevole ma - ancora una volta - non è libro che quando è finito lascia pensieri o riflessioni. E' perfetto come lettura sotto l'ombrellone, un po' "soap-opera".

Voto: ** 1/2 su 5

mercoledì 9 luglio 2014

La strada in fondo al mare


Si tratta di una storia famigliare, proiettata in un contesto storico - il naufragio del Titanic - in cui la finzione si unisce alla realtà fino a formare una verità unica.
May Smith è sul Titanic con il marito e la figlioletta di qualche mese, stanno compiendo il cosiddetto "viaggio della speranza", percorrendo l'Atlantico in una delle cabine della terza classe; in prima classe viaggia invece Celeste Parkes che torna negli Stati Uniti dopo il funerale della madre. La notte del naufragio, May è tra i sopravvissuti recuperati dopo che la nave è affondata, salvata dalle acque gelide dell'Oceano dalla scialuppa di Celeste che - dopo essersi allontanata dal punto in cui il Titanic si è inabissato - ha deciso di tornare indietro. E' però da sola, ha perso il marito e la piccola Ellen, finché - quello che sembra essere proprio il capitano della nave - le mette in braccio un fagottino avvolto in un coperta. Dentro c'è una bambina, ma solo con la luce del sole si scoprirà la verità. Da una menzogna inizia una storia emozionante che attraversa mezzo secolo, due continenti e tre famiglie. Una storia triste ma avvincente, che tiene incollati alle pagine del libro e trasporta in un "nuovo mondo".

Voto: *** su 5

lunedì 7 luglio 2014

La pakistana


Un altro libro della stessa autrice, Roberta Gately. Anche questa lettura, come la precedente "Le ragazze di Kabul", si è rivelata piacevole ma non esaltante. Iniziato e finito in un'unica serata. La storia scorre velocemente seppur il contesto di base - la tratta degli esseri umani - non sia un argomento chiaro e semplice, ma una piaga sociale. 
Sogni e visioni accompagnano Abby - un'infermiera dell'Unicef - in partenza per il Pakistan. Lì conosce un reporter che è sulle tracce di un uomo potente e spietato implicato nella tratta degli esseri umani. Intrighi e segreti vengono portati alla luce, un segreto svelato e una nuova amicizia viene messa a dura prova. 
Dal mio modesto punto di vista, la realtà ostile e difficile in cui vivono le donne e le bambine del romanzo è la parte del romanzo più coinvolgente e che porta a riflettere, tutto il resto è una storia d'amore.

Voto: ** 1/2 su 5

sabato 5 luglio 2014

Le ragazze di Kabul


Il titolo originale del romanzo è "Lipstik in Afghanistan" e sarebbe stato più consono alla storia. E' un rossetto, infatti, ad essere l'elemento chiave, l'oggetto che unisce due mondi apparentemente all'opposto - Occidente e Oriente - e le loro due protagoniste, Elsa e Parween. La prima è una giovane infermiera partita volontaria per l'Afghanistan pochi mesi dopo il crollo delle Torri Gemelle; la seconda, invece, è una giovane donna che ha appena perso la migliore amica in un attentato terroristico organizzato dai talebani, sposata con un uomo che le ha insegnato a leggere e scrivere. Due donne che all'apparenza non hanno nulla di simile - a cominciare dalla cultura e il modo di vivere - ma che condividono la medesima forza, il sentimento di vendetta, il coraggio, oltre che la comune passione per i rossetti. Entrambe sono alla ricerca di se stesse, vogliono realizzare qualcosa di giusto in un mondo che sembra aver dimenticato il valore della vita umana.
Una lettura piacevole, veloce, a tratti "americanizzata", ma che - seppur in piccola parte - porta due realtà contrastanti a conoscersi e toccarsi. 

Voto: *** su 5

venerdì 4 luglio 2014

Bianca come il latte rossa come il sangue


Secondo Leo, la vita si dipinge di due colori: il bianco e il rosso. Quest'ultimo è il colore della vita, del sangue che pulsa nelle vene, è il colore dell'adrenalina, ma è soprattutto il colore dei capelli di Beatrice. Il rosso è quindi il colore dell'amore. Il bianco è, invece, l'assenza, il vuoto: l'"andare in bianco" indica la privazione di qualcosa, così come una "notte in bianco" denota una notte senza chiudere occhio. Il bianco è anche il colore della morte: la leucemia - malattia del sangue - è un tumore che distrugge i globuli rossi e prolifera quelli bianchi, e Leo la odia. Detesta anche la scuola, come tutti i sedicenni, ma lì c'è Niko - il suo compagno di sfidoni e punta come lui nella squadra di calcio dei Pirati - e c'è Silvia, la sua migliore amica nonché sua coscienza. E a scuola c'è anche il Sognatore, supplente di storia e filosofia, che riesce ad interessare i ragazzi con compiti senza voti e lezioni fuori dal programma. Quello che insegna lui è la vita e il saper sognare, perché "Una vita senza sogni è un giardino senza fiori, ma una vita di sogni impossibili è un giardino di fiori finti", e a sedici anni è importante avere un sogno da inseguire e per cui combattere.
Una storia che tocca dentro, cerca la nostra parte più debole e fa riflettere su moltissimi passaggi. Perché - anche se non siamo più degli adolescenti come Leo - non conosciamo ancora tutti i nostri sogni e rimaniamo sempre spaventati dal futuro. Un libro magnifico, capace com'è di farti scendere qualche lacrima anche nel treno dell'ora di punta.

Voto: **** 1/2 su 5

martedì 1 luglio 2014

In difesa di Jacob


Strano da dirsi, ma ho letto un giallo. Un genere totalmente nuovo per me e che - sinceramente - all'inizio non mi affascinava. Sbagliavo. "In difesa di Jacob" è un libro avvincente e coinvolgente, già dopo il primo capitolo si è nel pieno della vicenda, desiderosi di conoscere e comprendere di più.
In un quartiere benestante in cui tutto è all'apparenza preciso e perfetto viene ucciso un ragazzo, trovato morto nel parco da un'appassionata di jogging. Gli investigatori non hanno alcun indizio e nessuna prova, iniziano le indagini seguendo il proprio istinto. Tra questi c'è anche il vice procuratore distrettuale - Andy Barber - che si trova così a dover interrogare i ragazzi che frequentano la scuola della vittima, la stessa in cui è iscritto anche Jacob, suo figlio. Un'impronta digitale sporca di sangue viene trovata all'interno della felpa della vittima: è di Jacob Barber. Andy è immediatamente sollevato dall'incarico e la casa perquisita. Ad essere messo sottosopra, però, non è solo l'ordine della loro abitazione, ma anche - e soprattutto - le loro vite. Mentre Andy cerca in ogni modo di difendere il figlio - "Per difenderlo sarei disposto ad andare all'inferno e tornare indietro" - la moglie inizia a ricordare dei particolari di quando Jacob era un bambino, episodi questi che non le danno pace. Il passato - volutamente dimenticato e rinnegato - torna per influenzare il presente, per condizionare gli eventi e controllare anche la genetica.
Storia intrigante, capace di tenere con il fiato sospeso fino alla pagina 540, l'ultima.

Voto: **** su 5